TUTTO SI LEGA TUTTO CI LEGA (STRADADELLA MAPPA)
STAMPA SU TELA DI COTONE CUCITA, FILI DI LANA, SPILLI
52 X 72 CM
2021

BIBLIOGRAFIA DELL’OPERA

Santuario, William Faulkner, Adelphi, 2006, a c. di Mario Materassi

Ombrello, Will Self, Isbn, 2013, trad. di Gaia Cenciarelli/Andreina Lombardi Bom/Daniele Petruccioli

Cane che corre, Don DeLillo, Tullio Pironti Editore, 1991, trad. di Livia Fascia

2666, Roberto Bola o, Adelphi, 2008, trad. di Ilide Carmignani, vol. II

I fratelli Karamazov, Fedor M. Dostoevskij, Oscar Mondadori, 1994, a c. di Igor Sibaldi, trad. di Nadia Cicognini e Paola Cotta

I miei luoghi oscuri, James Ellroy, Bompiani, 2011, trad. di Sergio Claudio Perroni a.i.t.i.

L’arcobaleno della gravità, Thomas Pynchon, Rizzoli, 2010, trad. di Giuseppe Natale

Puttane assassine, Robert Bolano, Sellerio, 2004, trad. di Maria Nicola

Elisabeth, Paolo Sortino, Einaudi, 2011

Infinite Jest, David Foster Wallace, Einaudi, 2006, trad. di Edoardo Nesi con Annalisa Villoresi e Grazia Giua

Piccoli animali senza espressione, in La ragazza dai capelli strani, David

Foster Wallace, minimum fax, 2008, trad. di Martina Testa

Hilarotragoedia, Giorgio Manganelli, Adelphi, 2011

Malone muore, Samuel Beckett, Einaudi, 2011, trad. di Aldo Tagliaferri

La strada, Cormac McCarthy, Einaudi, 2007, trad. di Martina Testa

Le città della notte rossa, William S. Burroughs, Arcana, 2006, trad. di Giulio Saponaro

TESTO COMPLETO

il viso era di uno strano colore esangue, come visto alla luce elettrica,

una luce lampeggiante che si sposta nel suo sistema di circuiti. Gli infiniti stati riflessivi sottintesi da queste mappe, mappe di mappe.

L’Archivio… la mappa di una mappa che è in sé… una mappa, o perlomeno una rappresentazione,

è un archivio vivente, chissà quante ne ha viste…

mettendo ogni cosa a rovescio,

a capofitto, con la testa in giù e i piedi in su,

una geograficamente localizzata serie di eventi;

le mappe in plexiglas delle reti di comunicazione.

Una notizia buona e una cattiva:

una visione della città in cui tutto è collegato da correnti di energia invisibile;

un continuo vagare per vie enormi;

una mappa della Luna attaccata con le puntine da disegno al muro divisorio in cartone di fibra, e Ilse passava ore intere a studiarla, pensando al posto in cui avrebbe voluto vivere.

La mappa della sua vita.

Le stelle sono distribuite secondo lo schema di Poisson, proprio come gli impatti dei razzi sulla cartina.

Non avrebbe toccato nulla e avrebbe fatto sì che nulla la toccasse.

Il mondo reale in questo caso è ciò che la mappa rappresenta.

Io riuscivo a creare mondi interi fatti di linee,

venature, dissimulate lunule, per non parlare del dedalo delle mai percorse linee del palmo, mappa di città ermetica, avviata dentro il tuo corpo.

Tutto si lega, tutto ci lega.

Una volta nei torrenti di montagna c’erano i salmerini. Li potevi vedere fermi nell’acqua ambrata con la punta bianca delle pinne che ondeggiava piano nella corrente. Li prendevi in mano e odoravano di muschio. Erano lucenti e forti e si torcevano su se stessi. Sul dorso avevano dei disegni a vermicelli che erano mappe del mondo in divenire. Mappe e labirinti. Di una cosa che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare. Nelle forre dove vivevano ogni cosa era più antica dell’uomo, e vibrava di mistero.

Non dirò la stanchezza della mia fatica. Spesso gridai alla volta che era impossibile decifrare quel testo.

Si mette davanti alla mappa con una bacchetta di nocciolo lunga e sottile in mano. “Noi siamo qui…”, fa un cerchio attorno alla zona

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